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LA VILLA PLINIANA
UN VIAGGIO
FOTOGRAFICO ALLA VILLA PLINIANA

LA VILLA PLINIANA DI TORNO
La Villa Pliniana si affaccia
sul lago in un’insenatura isolata in prossimità del centro abitato del
paese di Torno. L’edificio, costruito tra il 1574 e il 1577 dal conte
Giovanni Anguissola, al tempo governatore di Como, deve il suo nome e la
sua fama alla fonte intermittente già citata anticamente da Plinio il
Vecchio e successivamente trattata più ampiamente dal nipote Plinio il
Giovane in una lettera all’amico Licinio Sura.
L’ipotesi più plausibile sul flusso e il riflusso della fonte vuole che
l’intermittenza sia dovuta al principio idraulico del sifone. Il sifone,
in idrostatica, è una condotta che porta un liquido da un serbatoio a un
altro posto più in basso, superando prima una quota più alta rispetto al
livello del serbatoio tributario. Si ritiene, dunque, che esista una
grotta carsica in comunicazione con la Pliniana e che questa grotta si
riempia attraverso canali di immissione sotterranei fino a raggiungere
un livello critico tale che l’acqua travasi attraverso il canale
emissario passando poi per la Pliniana, la cui fonte in quel momento
registra il massimo di "piena". Quando la grotta ha terminato di
scaricare alla Pliniana inizia il periodo di "magra" fin quando la
cavità si sarà nuovamente riempita.
Flusso e riflusso si alternano a intervalli di tempo irregolari,
diversamente da quanto affermato da numerosi scienziati tra i quali i
due Plinii e Leonardo. Fu Camillo Ghilini, autore del ‘500, a scrivere
che "le acque sgorgano dalla fonte non a ore fisse ma ad intervalli
irregolari", in ogni caso con due periodi di magra e due di piena nel
corso delle 24 ore.
Dal costruttore conte Anguissola, la villa e la fonte passarono di
proprietà in proprietà a numerosi nobili comaschi sinché non venne
venduta nel 1590 a Pirro Visconti Borromeo che la rese sfarzosa e ricca
di fama. Con l’acquisto della villa da parte del tornasco Francesco
Canarisi nel 1676 la Pliniana raggiunse il massimo lustro sia nel
fabbricato sia nel giardino. Questi fece della villa il sacrario della
famiglia riempiendola di lapidi commemorative, di ritratti del Casato e
ristrutturando la chiesetta dedicata a san Francesco già esistente
accanto all’edificio. Venduta nel 1831, per la Pliniana iniziò un
periodo di abbandono finché nel 1840 fu acquistata dai principe Emilio
Barbiano di Belgioioso Este che l’adornò riportandola al suo ultimo
splendore e vivendoci per otto anni consecutivi con la duchessa di
Plaisance di ben diciotto anni più giovane di lui. Da questa vicenda, la
scrittrice Magda Martini trasse ispirazione per la sua storia romanzata
"Gli amanti della Pliniana".
Dai Belgioioso la Pliniana passò per parentela ai Trotti Bentivoglio e
poi, ancora per discendenza, ai Valperga di Masino e Caluso che la
aprirono al pubblico dagli anni ’60 in poi. Nel 1983 venne acquistata
dalla società immobiliare Pliniana s.r.l.
Numerose sono le personalità rinomate che furono ospiti alla Pliniana.
Tra i vari scrittori, musicisti, scienziati come Byron, Stendhal,
Fogazzaro, Liszt, Bellini, Volta, nonché Napoleone e Francesco I
d’Austria. Si racconta che Ugo Foscolo s’ispirò qui per Le Grazie e
Gioacchino Rossini vi compose il Tancredi.
Il regista Mario Soldati vi ambientò, nel 1942, il film Malombra, tratto
dall’omonimo romanzo di Antonio Fogazzaro, con Isa Miranda e Andrea
Checchi.
Il pittore Giuseppe Mantessi, docente dell’Accademia di Brera e
progettista del cimitero di Torno, fece della villa il soggetto di
alcuni suoi dipinti.
A cura dell’InformaGiovani di Torno
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